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Cambio di stagione: come affrontare raffreddore e influenza, con Efarma

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Sophia Brown
Author
August 23, 2026
6 min read
Cambio di stagione: come affrontare raffreddore e influenza, con Efarma
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Succede ogni anno più o meno nello stesso momento. Riaprono le scuole, le giornate si accorciano, si torna a stare al chiuso, e nel giro di due settimane in casa c’è sempre qualcuno che tossisce.

Non è il freddo in sé a farci ammalare, checché ne dica la nonna. Sono i virus, che circolano molto meglio in ambienti chiusi e affollati e trovano terreno favorevole quando le mucose sono più secche a causa del riscaldamento.

Vediamo come distinguere un raffreddore da un’influenza, cosa aiuta davvero e cosa invece non serve. Per tenersi pronti in casa, su Efarma si trovano farmaci da banco, prodotti per l’igiene e integratori.

Raffreddore o influenza?

Vengono spesso confusi, ma si comportano in modo abbastanza diverso.

Il raffreddore arriva gradualmente, nell’arco di un paio di giorni. Domina la parte alta delle vie respiratorie: naso chiuso o che cola, starnuti, gola irritata. La febbre, quando c’è, è modesta. Si continua a lavorare, controvoglia, e passa in circa una settimana.

L’influenza arriva addosso. Si sta bene la mattina e alle cinque del pomeriggio si è a letto. Febbre alta, dolori muscolari diffusi, mal di testa, spossatezza marcata. Non è una questione di volontà: con l’influenza vera si sta a letto perché non si riesce a fare altro.

La distinzione è utile perché cambia le aspettative. Un raffreddore si gestisce a casa. Un’influenza richiede riposo vero e, in alcune categorie di persone, un occhio più attento.

Cosa aiuta davvero sui sintomi

Nessun rimedio accorcia in modo significativo un’infezione virale. Quello che si può fare è stare meglio mentre passa, ed è comunque parecchio.

  • Riposo. Poco affascinante e più efficace di quasi tutto il resto.
  • Idratazione. Bere regolarmente aiuta a fluidificare le secrezioni, soprattutto con la febbre.
  • Soluzione fisiologica o acqua di mare per il naso. Libera senza effetto rimbalzo, e si può usare anche più volte al giorno.
  • Aria non troppo secca. Il riscaldamento asciuga le mucose e peggiora gola e tosse. Umidificare e arieggiare ogni giorno aiuta.
  • Miele per la gola irritata negli adulti e nei bambini sopra l’anno di età. Mai sotto i dodici mesi, per il rischio di botulino infantile.
  • Farmaci da banco per febbre e dolore, seguendo le indicazioni del foglietto o del farmacista.

Un’avvertenza sui prodotti combinati per il raffreddore: contengono spesso più principi attivi insieme, e se si assume in parallelo un antipiretico si rischia di superare la dose senza rendersene conto. Controllare sempre cosa c’è dentro.

Sui decongestionanti nasali in spray, vale una regola semplice: non oltre i pochi giorni indicati. Un uso prolungato porta a congestione di ritorno, e a quel punto il rimedio diventa il problema.

Gli antibiotici non funzionano sui virus

È il punto più importante di tutto l’articolo, e vale la pena ripeterlo ogni autunno.

Raffreddore e influenza sono causati da virus. Gli antibiotici agiscono sui batteri e su quei virus non hanno alcun effetto. Prenderli non accorcia la malattia di un solo giorno.

In compenso, l’uso improprio contribuisce all’antibiotico-resistenza, che è un problema serio e crescente in Europa, Italia compresa. E nessuno dovrebbe recuperare l’antibiotico avanzato da una prescrizione precedente per curarsi da solo.

Se in un secondo momento subentra una complicazione batterica, sarà il medico a valutarlo e a prescrivere ciò che serve.

La prevenzione che funziona davvero

Poche cose, ma con un effetto reale.

Lavarsi le mani spesso e bene resta la misura più efficace in assoluto, soprattutto dopo mezzi pubblici, negozi e scuola. Venti secondi con il sapone valgono più di qualsiasi integratore.

Arieggiare le stanze più volte al giorno, anche d’inverno, riduce la concentrazione di virus nell’aria. Bastano cinque minuti a finestre spalancate.

Dormire a sufficienza incide più di quanto si creda sulla risposta immunitaria, e i periodi di sonno scarso coincidono spesso con quelli in cui ci si ammala.

Infine, evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani, che è il percorso principale con cui i virus respiratori entrano.

Vedi i prodotti stagionali

Vitamine e integratori: aspettative realistiche

Ogni autunno tornano le stesse promesse, quindi conviene mettere le cose in ordine.

La vitamina D tende a calare nei mesi con poca esposizione solare, e in Italia le carenze sono piuttosto diffuse, soprattutto negli anziani. L’integrazione ha senso quando è indicata dal medico, preferibilmente sulla base di un esame del sangue, non a caso.

Sulla vitamina C le evidenze indicano al massimo una riduzione modesta della durata dei sintomi in chi la assume con regolarità. Non previene il raffreddore, e assumerne grandi quantità quando si è già malati non cambia il decorso.

Su zinco e preparati a base di piante i risultati degli studi sono contrastanti. Possono avere un ruolo di supporto, non sono una cura.

Un promemoria che vale sempre: naturale non significa innocuo. Diverse sostanze vegetali interagiscono con farmaci comuni, e chi segue già una terapia dovrebbe parlarne con il medico o il farmacista prima di aggiungere qualcosa.

Bambini e persone più fragili

Con i bambini piccoli le regole cambiano. Molti principi attivi comuni negli adulti non sono adatti sotto certe età, i dosaggi dipendono dal peso e non si devono mai improvvisare, e le sospensioni avanzate da un episodio precedente non vanno riutilizzate senza indicazione.

Per gli anziani e per chi ha patologie croniche o respiratorie, un’influenza può avere un decorso più impegnativo. In autunno parte la campagna vaccinale antinfluenzale, rivolta in particolare a queste categorie: se rientrate tra queste, la persona giusta con cui parlarne è il vostro medico di famiglia.

Quando sentire il medico

La maggior parte dei raffreddori si risolve da sola. Alcuni segnali però meritano una valutazione.

Difficoltà a respirare o respiro affannoso. Febbre alta che persiste oltre i tre giorni o che non risponde ai farmaci abituali. Un miglioramento seguito da un netto peggioramento, che può indicare una complicazione. Dolore toracico, confusione, disidratazione. E sintomi in neonati, in gravidanza o in persone con patologie croniche.

In questi casi non conviene aspettare di vedere come va.

Prepararsi prima, non durante

Un consiglio pratico per chiudere: la sera in cui arriva la febbre non è il momento migliore per accorgersi che manca tutto.

Vale la pena controllare in anticipo di avere in casa un termometro funzionante, fazzoletti, soluzione fisiologica, qualcosa per la gola e il farmaco da banco che usate abitualmente, con una scadenza ancora valida.

Dieci minuti a settembre, e a novembre non serve uscire di casa con trentotto di febbre.

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